Fonte Pexels_Dottor Sanges_visita neurologica da remoto

I nostri anziani da sempre, e con il Covid-19 in particolare, rappresentano l’anello più debole della catena sociale e clinico-assistenziale. Ad essi e ai disabili è destinata, giustamente, la quota maggiore del capitolo di spesa e di assistenza del sistema di welfare del nostro paese.

Gli anziani rappresentano la nostra storia, i nostri affetti più antichi e radicati, il legame con il nostro passato e quello collettivo. Sono una risorsa umana e affettiva incomparabile.

Cosa e come fare per assisterli e proteggerli al meglio?

1. Incoraggiare uno stile di vita salutare

Oltre al consueto monitoraggio periodico clinico e di laboratorio è importante incoraggiare uno stile di vita salutare, che vuol dire soprattutto:

  • incrementare, laddove possibile, una moderata ma costante e quotidiana, attività fisica;
  • implementare un’organizzazione della giornata con orari ben definiti, per evitare pigrizia, sonnellini inappropriati, abitudini alimentari scorrette, con conseguenti ricadute svantaggiose su sonno notturno, stato di allerta e consapevolezza spazio-temporale, peso corporeo e metabolismo.

L’igiene personale è fondamentale, in particolare quella orale, con l’aiuto dell’igienista dentale e dell’odontoiatra, come quella delle unghie, che possono diventare fonte di infezioni croniche perché ricettacolo di germi, e quella del piede (nel diabetico, in particolare, va accuratamente evitata la complicanza del cosiddetto piede diabetico che porta ad ulcere e piaghe, difficili da guarire!).

2. Incoraggiare il movimento

Laddove possibile “restaurare” i sensi con l’uso di occhiali, protesi acustiche, adeguate ed aggiornate, mettere in sicurezza il movimento con scarpe antisdrucciolo, comode ma contenitive, da usarsi anche in casa (no alle pantofole! come consiglio ai Parkinsoniani e non solo a loro, nel mio post Consigli pratici per chi soffre di Parkinson). Vincendo preconcetti e stigmi, incoraggiare l’uso del bastone (si intende quello canadese a tripode, non l’infido “bastone da passeggio”), oppure, a seconda della disabilità deambulatoria, l’impiego del deambulatore (comunemente detto “girello” per similitudine con quello usato dai bambini) o della sedia a rotelle.

3. Evitare il contatto con persone esposte al Covid-19

In epoca di Covid va evitata l’esposizione dell’anziano a situazioni di alto rischio infettivo, come il contatto con più persone, in particolare con quelle estranee al suo ambiente abituale, e soprattutto va evitato il più possibile l’accesso a strutture sanitarie e il contatto con personale sanitario, purtroppo esposto più di tutti al virus!

4. Parlare all’anziano

Ultimo in elenco, ma non ultimo come importanza, non smettere di parlare all’anziano! Molto spesso i familiari o il caregiver, familiare o professionale che sia, anche se dedicano le migliori energie e risorse materiali e assistenziali, tralasciano di dialogare per altri impegni perché presi dalla propria vita, o perché “non c’è il tempo per farlo”, oppure perché è spesso difficile comunicare comprendendo e rispettando i tempi dell’anziano (penso alla tipica frase “Ma come, già ve ne andate?”). Non dimentichiamo che il tempo della giornata di un anziano è dilatato, vuoto, infinito, e le sue modalità di pensare e comunicare possono essere patologiche, distorte, confabulanti (senza nessi temporali e spaziali), asintattiche (quante volte abbiamo sentito dire: “Ma di chi sta parlando?”).

Ripeto, anche se difficile, l’approccio comunicativo andrebbe sempre messo in atto, sia con il verbale (laddove possibile), sia il non-verbale (ove la condizione sia più estrema), per includere il più possibile l’anziano nel mondo!

Vuoi leggere altro sulla cura e le terapie per le persone affette da malattie neurodegenerative? Nel mio blog trovi altri brevi articoli. E se hai bisogno di me, contattami.

Giuseppe Sanges
Specialista in Neurologia

Sono Medico specialista in Neurologia e in Ricerca epidemiologica delle malattie neurodegenerative. Da trent’anni curo quotidianamente persone affette da Parkinson, Cefalee e Alzheimer. Sono anche docente di Neuroscienze per Enti pubblici e privati.
Scrivo gli articoli che pubblico nel mio blog pensando ai miei pazienti e a coloro che, nelle loro ricerche su Internet, vogliono trovare informazioni scientifiche corrette. Spero di essere utile anche per te.